Quando gli aristocratici escogitarono una soluzione per il problema più imbarazzante della società
Prima che le moderne abitudini di benessere dominassero le nostre vite, la nobiltà europea affrontava un problema umano universale con una particolare ingegnosità. Si tratta della vanvera, un dispositivo speciale creato esclusivamente per aiutare gli aristocratici a gestire la flatulenza senza compromettere la loro posizione sociale.
Come spiegato qui, anche se la vanvera sembra un’invenzione storica, era del tutto reale. Un esemplare conservato al Museo delle Macchine del Sesso di Praga ne rivela il design semplice: una discreta sacca di pelle posizionata contro il fondoschiena di chi la indossava per attutire il rumore e contenere l’odore durante le riunioni formali. Quando chi la indossava trovava un luogo appartato, poteva svuotare la sacca manualmente. I rigidi codici di comportamento dell’epoca richiedevano una progettazione altrettanto rigorosa.



La vanvera trovò le sue principali utilizzatrici tra le donne dell’alta società, i cui abiti voluminosi e a strati fornivano una copertura ideale. Sebbene alcune fonti facciano risalire il sistema all’antico Egitto o alla Roma antica, gli storici non dispongono di prove concrete a sostegno di queste origini remote. Ciò che è documentato è la sua diffusione nell’Europa del 1600, in particolare in Italia, dove il decoro sociale e il controllo del corpo erano preoccupazioni fondamentali.
Il dispositivo acquisì particolare importanza nell’alta società veneziana del XVIII secolo. Gli abiti alla moda dell’epoca erano caratterizzati da gonne enormi sostenute da rigide strutture interne a gabbia, che creavano uno spazio considerevole sotto il tessuto. Questa caratteristica architettonica rendeva la vanvera particolarmente pratica: il tubo semi-elastico con la sua piccola punta a palloncino poteva essere posizionato discretamente contro la biancheria intima di una signora, catturando eventuali emissioni indesiderate durante i balli o le cene formali prima che potessero fuoriuscire e causare imbarazzo.
Il nome dello strumento sopravvive nella lingua italiana attraverso l’espressione “parlare a vanvera”, che significa parlare senza riflettere o dire sciocchezze. È interessante notare che le prove linguistiche suggeriscono che il detto sia antecedente al dispositivo stesso, derivando probabilmente da “fanfara” (di origine forse francese), che si riferiva a strumenti musicali rumorosi e squillanti. Il marchingegno, originariamente chiamato “piritera”, alla fine adottò il suo nome dalla frase esistente piuttosto che ispirarla: un caso in cui il linguaggio ha influenzato l’invenzione piuttosto che il contrario.
Venezia Today documenta diverse varianti del dispositivo. Il modello base consisteva in un sacchetto di pelle nascosto sotto la gonna. Le famiglie più abbienti investivano in soluzioni più ambiziose, tra cui elaborati sistemi di tubature installati nei letti che convogliavano le emissioni notturne attraverso tubi che uscivano dalle finestre. Tali estremi riflettono un’epoca in cui la reputazione sociale prevaleva sul comfort personale.
Non tutte le varianti ebbero successo. Una versione sperimentale in metallo, indossata come biancheria intima e riempita con erbe aromatiche (lavanda, rosmarino, salvia), mirava a profumare il gas espulso, creando presumibilmente “una brezza di campi provenzali”. Purtroppo, sebbene risolvesse il problema dell’odore, la struttura in metallo amplificava il suono, compromettendo lo scopo principale del dispositivo. Questo modello fu rapidamente abbandonato.
Il significato della vanvera va oltre la sua evidente assurdità. Rivela una verità senza tempo: gli esseri umani si sono sempre sentiti a disagio riguardo alle funzioni naturali del proprio corpo. Solo i nostri atteggiamenti e le nostre tecnologie evolvono.
La vanvera non ha mai raggiunto una diffusione capillare e alla fine è scomparsa con l’evoluzione della moda e il miglioramento delle condizioni igieniche. Eppure c’è qualcosa di ammirevole nella determinazione che rappresenta. Secoli prima dei deodoranti per ambienti e delle uscite di scena eleganti, l’élite rispondeva all’ansia sociale con strumenti meccanici. Quando la dignità era in bilico, costruivano una soluzione al problema.
