L’orinatoio senza acqua e riempito di canapa ideato da uno psicologo ambientale olandese contrasta il fenomeno della minzione in pubblico, riciclando al contempo l’urina a beneficio degli spazi verdi della città
Un vecchio problema dal nome olandese
Ad Amsterdam c’è una parola per descrivere questo fenomeno: wildplassen. La città dispone di troppo pochi bagni pubblici e quelli esistenti costano circa un euro, quindi molte persone finiscono semplicemente per urinare contro un muro o in un canale. Le conseguenze vanno ben oltre il semplice odore. L’urina corrode le mura storiche ed è stata collegata alla morte di diversi giovani ogni anno che, a tarda notte, cercano di urinare nei canali. Secondo i rapporti, la media è di circa 15 annegamenti nei canali all’anno per varie cause, tra cui la minzione in pubblico.
La città ha cercato di scoraggiare questa pratica. Le autorità hanno inflitto multe fino a 140 euro e introdotto orinatoi retrattili all’aperto per le donne. Le multe hanno anche suscitato polemiche. Nel 2015, una donna di 23 anni multata per aver urinato a Leidseplein ha dato il via a un dibattito nazionale sul sessismo, poiché la città disponeva di 35 orinatoi pubblici per uomini e solo tre servizi igienici per donne.
Cosa c’era prima
Come spiegato qui, la soluzione più nota di Amsterdam è il plaskrul, ovvero il “pee curl”. Questi orinatoi pubblici risalgono alla fine del XIX secolo e furono installati per la prima volta dal Dipartimento dei Lavori Pubblici della città. Scaricano nella rete fognaria e vengono puliti dal Comune con l’acqua dei canali. Quelli lungo i canali hanno anche lo scopo di impedire alle persone di cadere in acqua mentre urinano.
Per Richard de Vries, tali strutture non sono sufficienti. La sua azienda sostiene che le soluzioni esistenti siano spesso inadeguate e rovinino l’aspetto della strada. Il suo approccio consiste nel trasformare l’orinatoio in qualcosa che le persone desiderino vedere per strada.
I fondatori di GreenPee
GreenPee è un prodotto di Urban Senses, una società di consulenza in materia di sicurezza e vivibilità con sede a Vlaardingen. De Vries si definisce uno psicologo ambientale che cerca di incoraggiare comportamenti positivi negli spazi pubblici. Il suo ragionamento era che le città di solito combattono la minzione selvaggia creando un senso di appartenenza e di essere osservati, il che funziona, ma l’impulso rimane. Ha quindi proposto una fioriera che rendesse la città più verde e fungesse anche da orinatoio.
Il primo test è avvenuto nel 2018, quando quattro unità sono state collocate a Rembrandtsplein e nei dintorni, e uno studio indipendente ha rilevato che la minzione in pubblico in una strada, la Schapensteeg, è diminuita del 49%. Nel 2020, l’idea è stata ampliata. Il Comune si è affrettato a installare gli orinatoi con il ritorno dei turisti e la riapertura dei pub dopo il lockdown, e otto nuove unità hanno portato il totale della città a 12. Da allora i GreenPees sono comparsi a Vlaardingen e Beekbergen nei Paesi Bassi e a Mechelen e Genk in Belgio, mentre Tilburg sta conducendo un esperimento della durata di un anno. De Vries vuole portare il concept all’estero e sta studiando come generare elettricità dall’urina.



Come funziona
Il serbatoio. L’unità non necessita di allacciamento idrico né fognario. L’urina viene raccolta in un contenitore rivestito di fibra di canapa che assorbe gli odori. La canapa è una scelta sensata, poiché viene utilizzata da tempo come materiale di rivestimento nei bagni a compostaggio. La capacità dipende dal modello: quello singolo è sufficiente per circa 300 utilizzi e quello doppio per 450.
Svuotamento e riciclaggio. Quando un serbatoio è pieno, viene sostituito con uno vuoto. Il liquido viene trattato per ottenere acqua pulita, mentre la miscela residua di urina e canapa viene trasformata in compost, che diventa fertilizzante organico. Il fertilizzante è ricco di fosfato, una risorsa che De Vries definisce rara perché le miniere di fosfato si stanno esaurendo; ciò rende il riciclaggio del fosfato dall’urina un’alternativa sostenibile rispetto allo scarico nelle fognature. Il trattamento è importante anche perché l’urina può contenere farmaci non digeriti che danneggiano l’ambiente.
Le piante. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’urina non viene utilizzata per innaffiare le piante, perché le ucciderebbe. Al suo posto, un serbatoio da 30 litri raccoglie l’acqua piovana e la convoglia nel terreno tramite stoppini, così le piante necessitano di annaffiature manuali solo occasionalmente. Per Amsterdam, De Vries ha progettato qualcosa di simile all’erba con pennacchi decorativi. Ha inoltre progettato la fioriera in modo che si trovi a un’altezza tale da rendere poco allettante l’idea di urinare sulle piante.

