Dalle tazze più antiche ai bidet high-tech: alla scoperta del museo giapponese dedicato alla cultura del bagno
Poche cose colgono di sorpresa chi visita il Giappone per la prima volta quanto il bagno. Ciò che vi accoglie non è solo un WC, ma un’opera di ingegneria silenziosamente sofisticata. I sedili riscaldati attenuano il freddo delle mattine fredde, i coperchi si aprono scorrendo all’avvicinarsi dell’utente e i sistemi a doppio scarico rendono il risparmio idrico un gesto naturale piuttosto che un obbligo. Poi ci sono gli effetti sonori ambientali, una caratteristica così premurosamente sottile da riflettere un istinto culturale più ampio: che anche i momenti più intimi meritano di essere trattati con cura.
Ciò che rende straordinario l’approccio giapponese al design del bagno non è una singola caratteristica, ma la coerenza dell’insieme. Le funzioni automatiche di bidet e asciugatura si affiancano a comandi intuitivi, e il risultato sembra meno un gadget e più un ambiente studiato nei minimi dettagli. Non si tratta di lussi aggiunti a un apparecchio di base: rappresentano un vero e proprio ripensamento di ciò che può significare l’igiene quando praticità e innovazione sono considerate inseparabili.




È quindi più che appropriato che il Giappone abbia un museo dedicato a questa eredità. Il Museo della Cultura del WC di LIXIL, inaugurato nella città di Tokoname, è ben più di una semplice attrazione di novità. Ospitato all’interno del complesso INAX Live Museum e inaugurato nell’ambito delle celebrazioni per il centenario di LIXIL, il museo ripercorre l’intero arco del rapporto dell’umanità con i servizi igienici: dai rozzi recipienti di legno alla porcellana decorata, fino ai design eco-consapevoli di oggi.
Come spiegato qui, il percorso attraverso il museo attraversa i secoli, utilizzando reperti e display interattivi per mostrare come il design dei servizi igienici abbia sempre rispecchiato i valori della propria epoca: ingegnosità, maestria artistica e una comprensione in continua evoluzione della pulizia. La capacità distintiva del Giappone di onorare la tradizione spingendosi al contempo oltre i confini tecnologici è il filo conduttore dell’intera collezione.
Oltre alla semplice esposizione, il museo offre laboratori pratici che invitano i visitatori a confrontarsi con l’arte della ceramica, cuore dell’identità di Tokoname. Per chi è attratto dalla storia del design o dalla cultura materiale, le mostre che esplorano la filosofia della pulizia – e le sue profonde radici nella vita quotidiana giapponese – offrono una prospettiva che va ben oltre il bagno.
Forni, piastrelle e terracotta
Il Museo della Cultura del Bagno fa parte di un più ampio complesso culturale che rende Tokoname — da tempo celebrata come una delle grandi città ceramiche del Giappone — una meta che merita sicuramente una visita. Tra le mostre adiacenti presso l’INAX Live Museum figurano il Museo delle Piastrelle, che espone oltre 1.000 modelli di piastrelle provenienti da tutto il mondo, e il Museo della Terracotta Architettonica, dedicato alla forza espressiva della costruzione in argilla. Insieme, costituiscono una testimonianza convincente della duratura influenza dell’artigianato tradizionale sul design contemporaneo.
La combinazione delle installazioni d’avanguardia di Nagoya con il patrimonio ceramico di Tokoname dà vita a un itinerario di grande varietà.
Raggiungere la città è semplice: la stazione di Tokoname dista circa 40 minuti dalla stazione di Nagoya con l’Airport Express, oppure circa 20 minuti in taxi dall’aeroporto internazionale Chubu Centrair. L’ingresso per gli adulti al Museo della Cultura del Bagno costa 1.000 yen, con tariffe ridotte per studenti e bambini.
Che veniate per la storia del design, l’artigianato o la semplice curiosità di scoprire cosa rivela la vita quotidiana di una cultura, il museo offre qualcosa di inaspettatamente affascinante: la prova che anche le cose più ordinarie, se osservate da vicino, hanno storie straordinarie da raccontare.
