Da un caso reale a una spiegazione scientifica

Al fine di evitare il processo, Lamarr Chambers, un ragazzo inglese, si è rifiutato di espellere la droga che presumibilmente aveva ingerito precedentemente. Il procuratore ha affermato che è riuscito a raggiungere questo risultato riducendo drasticamente l’assunzione di cibo e semplicemente rifiutandosi di andare in bagno quando ne sentiva il bisogno (anche se l’avvocato di Chambers ha contestato questo fatto secondo quanto riportato dalla BBC). La polizia ha lasciato poi cadere le accuse quando Chambers ha trascorso 47 giorni senza andare in bagno, ed è stato trasportato all’ospedale per le cure.

Questa storia porta a chiedersi cosa succeda veramente nel corpo umano quando si smette di fare la cacca.

“Non consiglierei a nessuno di sottoporsi volontariamente a tutto ciò”, ha affermato la dottoressa Ellen Stein, assistente di medicina alla Johns Hopkins University.

È tecnicamente possibile rifiutarsi di evacuare “fino a un certo punto”, ha continuato, ma il risultato più comune è la formazione di una cosiddetta “massa di feci”, o un grumo di feci solide e dure nel colon. “La maggior parte delle persone comincerebbe ad avere delle perdite nei pressi di questa massa”, ha specificato, anche se la massa potrebbe non muoversi.

Un altro rischio di tale massa è quello di creare una pressione significativa sulla zona sottostante, portando potenzialmente a una profonda e grave ulcera rettale. Può inoltre lacerarsi il delicato tessuto della zona anale, provocando “ragadi”, o tagli nel rivestimento. Tutto ciò sarebbe davvero sgradevole, come ha spiegato il Dr. Stein: “sarebbe come un taglio con la carta, ma in una zona molto sensibile”. La ragade non si rimargina senza un adeguato apporto di sangue, che la massa di feci spesso blocca, facendola peggiorare nel tempo.

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I danni al retto e ai muscoli dello sfintere, così come la dilatazione (gonfiore) in questi organi, provocano quasi inevitabilmente dolore e funzionalità ridotta dell’organo.

“Il retto stesso deve avere una certa forma, e se si trattengono molte feci per molto tempo può diventare disfunzionale perché in sovraccarico”, ha aggiunto Stein. “Questo può causare dilatazione della parete addominale”. E tutto ciò è molto spiacevole, e questa dilatazione può rendere difficili anche semplici movimenti come camminare o piegarsi.

È anche estremamente difficile che una zona così sensibile si riprenda, e possono volerci mesi, se non anni, per tornare alla normalità. “I muscoli di solito si coordinano e lavorano insieme. Essendo stato fuori allenamento, a volte si potrebbe aver bisogno di una terapia apposita per tornare in forma”.

Per questo problema, il trattamento di solito comporta esercizi che educano il paziente a rilassare e tendere i muscoli pelvici, permettendogli di avere più controllo sui movimenti intestinali. Tuttavia, se è stato fatto un danno eccessivo, nessun esercizio sarà in grado di risolvere la condizione. “Se è passato molto tempo, a volte non si recupera tutto ciò che si è perso”.

“Dopo un lungo periodo passato trattenendo le feci, si potrebbe provare un grande senso di sollievo. Tuttavia, la maggior parte dei pazienti con grave stitichezza cronica in realtà può sentirsi peggio per un po’ di tempo dopo aver evacuato”. “Il colon può abituarsi ad accogliere le feci e sentirsi dolorante e non a proprio agio mentre si contrae nuovamente verso le sue dimensioni normali. Alcune persone tendono anche a perdere input sensoriali importanti e non si sentono affatto diversi per diverse settimane, fino a quando il colon comincia a funzionare più normalmente”.

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Quindi, con quale frequenza l’individuo medio dovrebbe fare la cacca? Secondo il dottor Stein, può avvenire da tre volte al giorno a tre volte alla settimana. Basta non rimandare per 47 giorni.

Fonte howstuffworks.com