Una nuova soluzione per i lunghi viaggi, ma anche per gli obiettivi futuri

Entro la fine di quest’anno, la Stazione Spaziale Internazionale (SSI) riceverà un bagno totalmente nuovo. Il suo nome complicato è dato dall’acronimo UWMS che sta per Sistema Universale di Gestione dei Rifiuti della NASA, ed è progettato per colmare il divario tra l’attuale tecnologia spaziale utilizzata per far funzionare il bagno e la necessità di un sistema più comodo.

Questo nuovo bagno porterà gli ingegneri per la gestione dei rifiuti a diverse sfide future, tra le quali quella di proteggere sia la Terra che il resto del sistema solare da una contaminazione incrociata da parte di organismi viventi. La raccolta e lo stoccaggio dei rifiuti è ormai pronta per questa contaminazione incrociata dato che gli escrementi umani sono pieni di microbi. Così i visitatori futuri di Marte non dovranno fare come gli astronauti della Apollo sulla luna, che semplicemente lasciavano sacche di rifiuti organici sulla superficie lunare.

Per le missioni su Marte, che avranno una distanza più lunga, il volume dei rifiuti sarà un’altra sfida e la stima attuale suggerisce che si dovranno gestire circa 270 Kg di rifiuti solidi, dei quali circa il 75% composto da acqua.

Tutto ciò vuol dire che prima che gli essere umani arrivino su Marte, gli esperti della gestione dei rifiuti dovranno stabilizzare e essiccare gli scarti per renderli microbiologicamente inattivi, possibilmente riusarne l’acqua e ridurre il numero di materiali di consumo per il gabinetto, poiché l’accumulo di materiale è davvero elevato se la missione è lunga, ma sarà necessario anche cercare un modo per riutilizzare tali scarti.

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E mentre l’attuale pratica standard di aggiungere del carbone ai contenitori fecali e stoccarli sulla navicella per ora funziona, per le missioni più lunghe risulta una cosa meno praticabile.

L’attuale bagno dal lato americano della stazione spaziale è stato progettato negli anni ’90 basandosi sulla versione shuttle, secondo una revisione dettagliata dello spazio, ma l’apparecchiatura ha i suoi difetti: può risultare ingombrante da usare, specialmente per le donne, ed è sensibile agli “allineamenti dell’equipaggio sul sedile”, risultando a volte incasinato da gestire.

Così la NASA ha provato a mantenere gli aspetti positivi, riducendo invece massa e volume, cambiando anche alcuni elementi del design come la forma del sedile e sostituendo il dispositivo che comprime i rifiuti.

Un’altra modifica imita una funzione del bagno dal lato russo della stazione spaziale, dove gli astronauti agganciano i piedi piuttosto che le cosce, come in quello americano, per fissare l’astronauta nell’ambiente in microgravità.

Il UWMS rimarrà sulla stazione spaziale per il resto della durata del laboratorio orbitante, e un secondo bagno dello stesso modello sarà presente sulla capsula Orion che gli astronauti useranno per volare attorno alla luna per la missione Artemis come riportato dall’agenzia.

Fonte space.com